Il futuro nelle stelle? Qualche considerazione
sullastrologia.
di Andrea Menegotto
E ormai consuetudine affermata che durante i giorni di fine e inizio anno,
astrologi, cartomanti, chiromanti, chiaroveggenti, operatori dellocculto in genere e
sedicenti "profeti" con la loro presenza e le loro previsioni affollino gli
studi televisivi e radiofonici e le pagine di molti periodici. E pur vero, però,
che seppure lavvento di un nuovo anno sembra rappresentare loccasione propizia
per unintensificazione delle previsioni astrologiche, non trascorre giorno,
settimana o mese senza che i mezzi di informazione, insieme alla cronaca, vorrebbero
trasmetterci anche notizie circa il nostro destino così come gli astri lo rivelerebbero.
Statistiche attendibili affermano che se la metà degli italiani consulta loroscopo,
il 30% dichiara di crederci; il dato è poco rassicurante, tanto più che la percentuale
dei cattolici che frequentano settimanalmente - o almeno con una certa regolarità - la
messa domenicale non appare di molto superiore a questa. Lastrologia, dunque, è una
credenza diffusa, di cui - prima di dare una valutazione - sarà utile cercare di
comprendere le origini e i presupposti.
Magia,
Cartomanzia, Superstizione e Spiritismo
1. Lastrologia, una superstizione dai connotati
pseudoscientifici
Lastrologia è definibile come lo studio dellinflusso che gli astri (Sole,
Luna, pianeti e stelle) dovrebbero esercitare sugli eventi che accadono sulla Terra. Gli
astrologi ritengono che la posizione occupata dagli astri nel momento della nascita di una
persona, così come i loro successivi movimenti, determinino sia il carattere che il
destino di quella persona.
Essa è una pratica che ha origini antichissime anche se non ben definite, probabilmente
si sviluppò in modo indipendente in diverse civiltà. I Caldei, che abitavano in
Babilonia (lattuale Iraq), svilupparono una forma originale di astrologia già nel
3000 a.C., in seguito la propagarono in Egitto, Asia Minore, Grecia e Roma; i Cinesi,
invece, cominciarono a praticare lastrologia prima del 2000 a.C., mentre altre forme
si svilupparono nellantica India e tra i Maya del Centro America. Probabilmente lo
spunto comune che fece nascere lastrologia - seppure in forme e contesti culturali e
storici diversi - fu la constatazione che il moto di alcuni corpi celesti, e in
particolare del Sole, determina il ciclo delle stagioni e il successo dei raccolti. Su
questa base si può pensare che vennero sviluppati sistemi più ampi, nei quali si
supponeva che la posizione o il movimento dei corpi celesti potesse condizionare ulteriori
aspetti della vita. Già prima del 500 a.C. lastrologia era diffusa in Grecia, dove
filosofi come Pitagora e Platone la incorporarono nello studio della religione e
dellastronomia, fu in seguito ampiamente praticata in Europa nel corso del medioevo,
nonostante le condanne pronunciate da molte autorevoli figure ecclesiastiche. Fino al XVI
secolo lastrologia e lastronomia erano considerate scienze complementari, ma
le scoperte di astronomi quali Niccolò Copernico (1473-1543) e Galileo Galilei
(1564-1642) ne misero fortemente in crisi i fondamenti. Da allora la quasi totalità degli
scienziati non è più disposta a considerare lastrologia come "scienza",
per cui essa viene nettamente distinta dallastronomia, la quale invece è una
scienza esatta che studia gli astri nella loro natura, massa, moto, movimento,
costituzione e trasformazione.
2. Lerrore
Lastrologia si basa su un grosso errore: la costruzione di un qualsiasi oroscopo è
fondata sul sistema tolemaico (elaborato da Claudius Tolomeo, 100?-170? d.C.), che vede la
Terra al centro delluniverso, e tutti i cinque pianeti assieme al Sole e alla Luna
che ruotano attorno ad essa. Al sistema tolemaico subentrò il sistema copernicano che
pone non più la Terra ma il Sole al centro delluniverso e fu elaborato, appunto, da
Copernico, le cui teorie furono convalidate nel corso dei secoli dal progredire
dellastronomia e dalla diretta osservazione delluniverso, prima tramite
telescopi e poi anche attraverso i viaggi degli astronauti nello spazio. Dal punto di
vista scientifico, perciò, il sistema tolemaico ha solo un valore puramente storico.
Dunque, tutti i possibili movimenti che gli astrologi considerano nelle loro congetture
sono solo apparenti, dal momento che si basano sullipotesi erronea che la terra sia
ferma e tutto il resto si muova ruotando intorno ad essa.
3. Gli oroscopi
Gli astrologi elaborano delle carte chiamate "oroscopi" (i più moderni si
avvalgono per questo anche del computer), sulle quali sono riportate le posizioni che i
corpi celesti occupavano allistante della nascita di una persona. Molto importante
è la posizione degli astri lungo l"eclittica", il cammino del Sole nel
suo moto apparente intorno alla Terra. Questa è suddivisa in 12 sezioni, cui
corrispondono altrettante costellazioni, dette "segni" (Ariete, Toro, Gemelli,
Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci), a
ciascuna delle quali gli astrologi assegnano un simbolo cui viene associato un particolare
insieme di caratteristiche umane (questo sistema viene chiamato "zodiaco"). Ad
ogni pianeta (tra i quali sono inclusi anche il Sole e la Luna) viene assegnato un
particolare segno che dipende dalla posizione in cui il pianeta appare sulleclittica
nel momento della stesura delloroscopo. Ciascun pianeta rappresenta un aspetto di
base della personalità ed ogni segno ne rappresenta linsieme delle caratteristiche
più salienti. Quando lastrologo designa una persona come appartenente ad un certo
segno, ad esempio al Leone piuttosto che allAriete, si riferisce al segno che il
Sole occupa allatto della nascita della persona, in rapporto allo zodiaco.
Loroscopo inoltre è diviso in dodici "case", le quali sono riferite al
periodo delle 24 ore che la Terra impiega a compiere una rotazione attorno al proprio
asse. Queste case influenzano landamento di certe aree della vita della persona,
quali il matrimonio, la salute, il lavoro, i viaggi e la morte. Gli astrologi costruiscono
le loro predizioni interpretando le posizioni degli astri rispetto ai segni e alle case
delloroscopo.
4. Qualche considerazione
E accertato scientificamente che gli astri determinano alcuni fenomeni naturali,
questo è il caso, ad esempio, della Luna che - data la sua particolare vicinanza alla
Terra - gioca un ruolo decisivo nella determinazione del flusso delle maree o
dellandamento delle coltivazioni. Ma lastrologia ha ben altre pretese: essa è
una forma di divinazione (predizione del futuro) e come tale comporta un insieme
innumerevole di credenze più o meno superstiziose; su alcune di esse sarà opportuno
soffermarsi per unanalisi.
Innanzi tutto, bisogna notare che i segni prendono il loro nome dal disegno luminoso che
le stelle sembrano tracciare nella volta celeste durante la notte. In realtà questo
corrisponde semplicemente ad unillusione ottica, in quanto la volta - a differenza
di come si pensava anticamente - non è piana e le stelle che compongono i disegni a cui i
segni si riferiscono sono disposte su diversi piani, addirittura a distanza di parecchi
milioni di anni. Inoltre, attribuire ad un segno un determinato carattere, in base
alloggetto o allanimale che sembra essere raffigurato sulla volta celeste, è
solo unipotesi fantastica, che non trova alcuna conferma scientifica. Occorre poi
dire che i pianeti considerati nellastrologia sono solo cinque, perché quando
vennero formulati i fondamenti e le regole dellastrologia, non se ne conoscevano di
più. Stranamente, i pianeti che non erano visibili allora - cioè a occhio nudo -
sembrano non essere influenti sugli eventi umani, lo stesso si può dire delle stelle che
non erano ancora note.
Gli oroscopi sono poi molto generici e contraddittori fra loro, per rendersi conto di
questo basta leggerne diversi che si riferiscono però allo stesso segno su riviste del
medesimo giorno. Determinante per lattribuzione del segno è il momento della
nascita, ma anche questo è uno dei tanti errori dellastrologia, infatti il
nascituro comincia il suo cammino di sviluppo fisico e psichico già dal concepimento e
non dal momento della nascita, ed è dunque dal concepimento che egli può subire
linfluenza di fattori che determinano la sua salute, la sua personalità e quindi la
sua vita futura.
Lastrologia appare la decisa negazione di un grande dono del Creatore: la libertà
delluomo. Per gli astrologi il destino sarebbe già scritto negli astri, quindi
tutto sarebbe già predeterminato, ma questa visione esclude la possibilità di concepire
luomo come autentico soggetto del suo agire e come costruttore della sua vita e,
inoltre, elimina il senso profondo del concetto di Provvidenza Divina, che agisce nella
storia umana come Amore del Creatore nei confronti della creatura. Su soggetti
particolarmente deboli dal punto di vista psichico lidea di avere un destino già
fissato è parecchio dannosa in quanto non permette di condurre una vita serena, ma fa
cadere in profonde crisi depressive e disturbi nervosi.
5. Lesperienza di Sant'Agostino
Anche il grande Vescovo e Padre della Chiesa SantAgostino (354-430), nella sua opera
più celebre, le Confessioni, narra della sua vita prima della conversione dicendo di
avere creduto nellastrologia nonostante gli amici cercassero con diverse motivazioni
di farlo desistere dal consultare "quei vagabondi che chiamano astrologi"
(Agostino, Confessioni IV.3). Mentre è in corso il tormentato processo spirituale e
psicologico che lo porta allincontro con lAmore di Dio e dunque al cambiamento
di vita, si verifica anche labbandono della credenza nel valore delle previsioni
degli astrologi: "Ormai avevo anche ripudiato le predizioni fallaci e i deliri empi
degli astrologhi....tu mi mandasti in soccorso un amico, Firmino, uomo di educazione
liberale, forbito nel parlare. Ebbene, da suo padre aveva udito raccontare che nel periodo
in cui sua madre portava lui, Firmino, in seno anche una domestica dellamico di suo
padre era ugualmente gravida. Così i due amici calcolarono mediante le più scrupolose
osservazioni, i giorni, le ore e le più minute frazioni di ore, luno per la
consorte, laltro per la domestica. Avvenne poi che ambedue le donne si sgravassero
nel medesimo istante, e così furono costretti a comporre un oroscopo uguale fin nei più
minuti particolari per entrambi i neonati, per il figlio luno, per il piccolo
schiavo laltro. Infatti, allorché le due donne cominciarono ad avvertire le prime
doglie, essi si annunciarono quanto avveniva in casa propria e predisposero alcuni
messaggeri da inviarsi a vicenda non appena fosse stata annunciata a ciascuno la nascita
del figlio. I messaggeri partiti dalle due case sincontrarono a metà strada, tanto
che né luno né laltro riuscì a notare alcuna differenza nelle particelle
del tempo. Ciò nonostante Firmino, per essere nato in una famiglia di nobiltà locale,
percorreva rapidamente le strade del mondo, si arricchiva ogni giorno più e ricopriva
alte cariche, mentre lo schiavo, che non si era scrollato minimamente di dosso il giogo
della sua condizione, continuava a servire padroni, come testimoniava Firmino stesso, che
lo conosceva" (Confessioni VII.6).
Così, in unaltra sua opera, Agostino conclude: "Lungi da noi quegli insensati
che attribuiscono agli astri il potere di disporre senza la volontà divina delle nostre
azioni, delle nostre gioie e delle nostre sofferenze.... perché a cosa tende questa
teoria se non ad abolire ogni culto, ogni preghiera?" (De civitate Dei V.1).
6. Una conclusione
Gli eventi della storia rivelano che al costante stato di dubbio e incertezza in cui
luomo vive, si accompagna un innato desiderio di conoscere il futuro. Non a caso, la
Bibbia ci mostra che questa tentazione - accresciuta dallintervento del demonio - è
già presente nel paradiso terrestre (Gen 3,4). Ma solo Dio, lEterno Signore del
tempo, è onnisciente e perciò tutto conosce. La Storia Sacra mostra che talvolta
"Dio può rivelare lavvenire ai suoi profeti o ad altri santi" (Catechismo
della Chiesa Cattolica n. 2117), tuttavia il giusto atteggiamento che luomo deve
assumere è quello di fiducia nei confronti della Provvidenza, sul modello del patriarca
Abramo (cfr. Gen 12-24).
Ogni eccessiva curiosità e ogni pratica o tecnica mirante a far conoscere il futuro
appare così come un attentato alla limpidezza della fede e una degenerazione di questa
nella superstizione, che è una devianza del sentimento religioso e della sua messa in
pratica.
Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha infatti affermato: "Se vogliamo impostare bene la
nostra vita, dobbiamo imparare a decifrarne il disegno, leggendo la misteriosa
'segnaletica' che Egli mette nella nostra storia quotidiana. A questo scopo non servono
né oroscopi né previsioni magiche. Serve piuttosto la preghiera, la preghiera autentica,
che si accompagna sempre a una scelta di vita conforme alla legge di Dio" (Catechesi
allAngelus di domenica 6 settembre 1998).
In questo mondo confuso e disorientato da falsità, menzogne e superstizioni, le parole
del Papa sopra riportate hanno il pregio di ricordarci il faro che deve illuminare la
nostra vita dandoci sicurezza: la preghiera, vale a dire il dialogo fiducioso con un Dio
Amore (1Gv 4,8) che ha cura delle sue creature.
Carte e
tarocchi
di Andrea Menegotto
Probabilmente di provenienza boema, i tarocchi sono un mazzo di 78 carte consultate per
conoscere lavvenire, delle quali 56 si dividono nella successione di quattro
"semi" (coppe, spade, bastoni e denari). Questo gruppo di 56 carte costituisce
gli "arcani minori" (da "arcano" = segreto), ma gli indovini si
interessano di più delle 22 carte rimanenti: gli "arcani maggiori", che fra i
tarocchi sono le carte più decorate, più dense di rimandi occulti e ricche di
simbolismo. Prescindendo dal significato individuale, in linea generale si può affermare
che, essendo gli arcani maggiori suddivisi in gruppi, ciascuno di questi rappresenta uno
stadio del procedere dellindividuo nel corso della vita. Inoltre, come afferma
Julien Tondriau nella sua Guida alloccultismo (1965) "I più accesi partigiani
[
] dicono che la "Bibbia degli Zingari" contiene tutto loccultismo
in quanto proiezione dellinconscio collettivo, in altri termini lillustrazione
di simboli accumulati attraverso le età, anche inconsciamente, da diversi popoli".
Alcuni manuali di divinazione prevedono un apposito rituale di stampo dichiaratamente
magico per la consacrazione dei tarocchi.
Anche le comuni carte da gioco possono essere utilizzate come strumenti per predire il
futuro. In realtà, la cartomanzia è ritenuta una forma degenerata dellarte dei
tarocchi; essa fa uso talvolta di 52, talvolta di 32 carte. Questa tecnica divinatoria
ebbe largo successo nel diciottesimo e diciannovesimo secolo soprattutto in Francia.
I metodi per predire il futuro attraverso i tarocchi e le carte sono vari e molte
procedure non sono state codificate in forma scritta, ma si tramandano oralmente.
Oggi la cartomanzia e larte dei tarocchi sono tecniche di divinazione ampiamente
diffuse, anche se non sempre si distingue adeguatamente fra le due forme. I cartomanti,
che il più delle volte preferiscono qualificarsi in maniera più conforme allepoca
post-moderna in cui viviamo come "esperti di vita interiore", fanno largo uso
dei mezzi di comunicazione di massa per fare conoscere la loro attività. Così, alla
figura classica della cartomante che predice il futuro alla sagra paesana, si è
sostituita limmagine televisiva dellesperto che consulta le carte o i tarocchi
offrendo consigli per lavvenire.
Il comune buon senso porta senzaltro a concludere che le previsioni relative
allavvenire che si ricavano da carte e tarocchi si reggono solo su generalizzazioni
o sulla causalità, ma secondo lottica cristiana si è invitati a fare un passo in
più, rilevando il sottofondo magico e superstizioso su cui si fondano queste tecniche per
predire il futuro. E, la magia come abbiamo già più volte avuto modo di affermare
su queste pagine non è altro che lantica tentazione, presente in tutta la
storia dellumanità, di sentirsi padroni del tempo e della storia, cioè di
sostituirsi al Creatore.
Amuleti e talismani
di Andrea Menegotto
Luso di portare addosso o di tenere in casa degli oggetti a cui si attribuisce il
«potere» di proteggere dal male o di recare fortuna appare tanto antico quanto
oggigiorno parecchio diffuso. Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) racconta che alcuni portavano
una mosca viva in un fazzoletto al fine di scongiurare una malattia agli occhi (cfr.
Naturalis Historia xxviii,25-29).
Allinterno di tali oggetti è possibile delimitare due categorie: quella degli
amuleti e quella dei talismani. Spesso i due termini vengono utilizzati come sinonimi, ma,
secondo alcune interpretazioni, mentre lamuleto diffuso generalmente nella
forma del classico cornetto o ferro di cavallo adempie solo ad un compito
«difensivo», il talismano, oltre ad essere più «razionalizzato» e ad avere una
funzione più precisa e definita, ha un ruolo «attivo» e quindi può servire per
influenzare gli altri. Le suddivisioni interne alla categoria degli amuleti sono molto
varie: alcune si basano sulla materia (amuleti zoologici, vegetali, minerali
), altre
sulleffetto che essi dovrebbero dare (terapeutico, protettivo, energetico...). Fra i
vari talismani si segnalano invece il cosiddetto «talismano di Iside» (un quadrifoglio
dargento che ha il compito di proteggere da ogni azione malvagia) e il «talismano
divino», detto Schemhanphora, costituito da un complesso di nomi contenenti tutte le
lettere sacre con cui si forma il nome di «colui che ha il dominio sovrano sullo
spirito», cioè di Dio. Di frequente, questi oggetti sono ricevuti e acquistati dal mago
che ha compiuto su di essi i suoi riti e sempre più spesso sono pubblicizzati nelle
famose televendite.
Alla luce della fede, posto che la superstizione consiste nellattribuire a un
oggetto o ad una creatura poteri che in realtà non possiede, amuleti e talismani oltre
che del tutto inutili, risultano essere segni di superstizione.
La Chiesa, invece, approva e incoraggia luso di sacre immagini e di oggetti di
devozione (Catechismo della Chiesa Cattolica nn. 1674-1676 e 21129-21132), che a volte i
suoi ministri benedicono. Questi sono segni che non hanno in sé poteri straordinari o
soprannaturali, ma possono aiutare a rendere più vivo il senso della presenza e della
protezione di Dio e più intensa la preghiera, unica, autentica e vera espressione di fede
dellanima che si eleva a Dio, in mezzo alle difficoltà di cui è lastricato il
cammino delluomo in viaggio «in questa valle di lacrime» verso la patria celeste.
Interpretazione
dei fenomeni della magia popolare
di Andrea Menegotto
Linchiesta sulle pratiche magiche e astrologiche nel Varesotto apparsa su
"Luce" (settimanale cattolico dinformazione del Varesotto e
dellAltomilanese) n. 8 del 22 febbraio 1998, pone al centro dellattenzione una
realtà in piena attività e in grande sviluppo, che giustamente richiede di essere
affrontata in maniera seria. Questo intervento, senza alcuna pretesa di esaustività, si
propone di sottoporre allattenzione dei lettori alcune considerazioni e riflessioni
svolte da chi - come il sottoscritto - dedica da qualche anno buona parte del suo tempo e
della sua attività ecclesiale allo studio della realtà varia e complessa delle nuove
religioni. LAssociazione "Una voce grida...!", di cui faccio parte, è
uniniziativa sorta nellambito del movimento ecclesiale del Rinnovamento nello
Spirito Santo. Essa, collaborando con altre realtà e soprattutto con il principale
organismo internazionale di studio del settore, il CESNUR (Centro Studi sulle Nuove
Religioni), attraverso pubblicazioni, conferenze, seminari, convegni, offre - in una
prospettiva cattolica - ai vari movimenti, associazioni e parrocchie e a chiunque sia
interessato un servizio di studio ed informazione sulla nuova religiosità.
Con questo termine gli specialisti indicano la vasta galassia comprendente i diversi
fenomeni dei nuovi movimenti religiosi (detti comunemente "sette"), magici e
delle diverse credenze come la reincarnazione, il relativismo, lo spiritismo,
lefficacia delle pratiche dei maghi a pagamento, delle previsioni astrologiche, e
una grande serie di altri atteggiamenti - spesso tratti dalle tradizioni filosofiche e
religiose orientali - che si riscontrano in persone che non hanno la minima intenzione di
aderire ai nuovi movimenti religiosi, ma fanno proprio un credo che si discosta dalle
dottrine delle Chiese Cristiane maggioritarie e, in maniera specifica, dalla ortodossia
cattolica.
Secondo le categorie della sociologia, la realtà di tutti coloro che si qualificano come
"professionisti dellocculto" o "esperti di vita interiore",
rientra nel contesto che due sociologi statunitensi, Rodney Stark e William Sims
Bainbridge, definiscono "client cults". Altri studiosi parlano in maniera
altrettanto adeguata di "magia popolare" (folk magic), costituita da maghi,
guaritori, cartomanti, indovini..., che dietro compensi che vanno dal modesto
allastronomico, promettono guarigioni, risoluzione di problemi economici e
affettivi, lanciano fatture.... Questo ambito è a sua volta suddivisibile in due sfere
distinte: quella della magia popolare delle campagne e quella della magia popolare delle
città. La prima ha origini antichissime e non sembra per nulla intaccata dallo sforzo di
Evangelizzazione che cerca di portare al superamento delle superstizioni; la seconda è
invece di origini più recenti, si concentra in particolare nei capoluoghi, si rivolge ad
un pubblico piuttosto benestante, applica prezzi più alti, inoltre sia loperatore
che il fruitore sono persone generalmente più colte, se si fa eccezione per lambito
della religione dove domina unassoluta ignoranza anche sulle questioni più
elementari. Di fronte alla diffusione della magia popolare, che esercita una forte
attrattiva sui ceti urbani emergenti e professionali, Mons. Giuseppe Casale (Arcivescovo
di Foggia-Bovino e Presidente del CESNUR), nella Lettera Pastorale Nuova religiosità e
Nuova Evangelizzazione (6\3\1993).afferma che se nellopinione di Marx la religione
era intesa come "oppio del popolo", oggi la magia può essere considerata
"l"oppio di una certa borghesia".
Davanti al panorama complesso della nuova religiosità - e dunque anche davanti alla
diffusione della magia popolare - il cattolico deve essere cosciente di trovarsi di fronte
ad una "sfida"; in tal senso si esprimono i vari Documenti Magisteriali e anche
il Santo Padre Giovanni Paolo II, in alcuni discorsi, ha utilizzato proprio questo
termine. La "sfida" comporta innanzitutto una visione equilibrata della
questione e dunque una corretta interpretazione. Una attenta osservazione porta
allammissione che il ricorso alla magia alcune volte produce dei risultati che non
sembrano solo apparenti; può capitare infatti che il cliente che si rivolge
alloperatore dellocculto per una guarigione, effettivamente la ottenga o che i
tarocchi prevedano qualcosa che si realizza nel futuro della persona che si rivolge al
cartomante. Questi fatti, che fanno nascere il sorriso sulle labbra dei più scettici e
razionalisti, richiedono in ogni caso una spiegazione, perché per chi ricorre e crede
alla magia non sono semplici sciocchezze, ma dati di fatto. Se molte volte - come sostiene
a proposito dellastrologia il Presidente del Gruppo astronomico tradatese, Cesare
Guaita - le parole adatte per rendere conto dei fenomeni magici sono "caso",
"finzione", "frode", "assurdità", "credulità",
"ingenuità", altre volte le spiegazioni adottate sono di ordine psicologico (la
"volontà di credere" da parte di chi si rivolge al mago, leffetto
placebo) o fanno perno sul concetto peraltro controverso di paranormale (si sostiene che,
essendo poco conosciuti, i fenomeni magici sono in realtà fenomeni naturali fatti
impropriamente oggetto di interpretazione soprannaturale).
Ma, condividendo il pensiero di uno fra i maggiori esperti cattolici in tema di nuove
religioni, lamico prof. Massimo Introvigne (Direttore scientifico del CESNUR) e
seguendo le indicazioni di importanti Documenti del Magistero fra cui la Lettera Pastorale
di Mons. Casale, la relazione generale al Concistoro straordinario del 1991 del Cardinal
Francis Arinze (Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso) e la
nota Pastorale della Conferenza Episcopale Toscana del 1994, è necessario affermare che
il cattolico, leggendo la realtà della magia, deve essere disposto a fare un passo in
più rispetto allo scienziato. Deve essere disposto a camminare insieme al teologo e anche
allesorcista, il quale - beninteso - non è il mago che si spaccia per tale, ma il
sacerdote delegato dal Vescovo a norma del canone 1172 del Codice di Diritto Canonico, il
cui nome - nel caso specifico del nostro ambito ecclesiale - deve comparire sulla Guida
della Diocesi. Nella spiegazione dei fenomeni magici e della nuova religiosità, infatti,
non si può negare la possibilità di unazione del demonio, anche se su questo
aspetto - consiglia Mons. Casale - occorre essere molto prudenti. Se infatti
lesistenza e lazione del demonio sono chiaramente affermate dalla Dottrina
della Chiesa, non si può infatti innescare la tendenza a "demonizzare" tutto.
Parlare di demòni non è semplicemente far riecheggiare qualche eco di antiche credenze
medioevali, ma è semplicemente ribadire la Dottrina della Chiesa, affermata in anni
recenti nel Catechismo della Chiesa Cattolica (1992), nelle catechesi di Giovanni Paolo II
(14 e 21\8\1986) e di Paolo VI, il quale il 16 novembre 1972 affermava: "Oggi, uno
dei bisogni maggiori è la difesa da quel male che chiamiamo demonio. Un essere vivo,
spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà, misteriosa e paurosa. Esce dal
quadro dellinsegnamento biblico ed ecclesiastico chi rifiuta di riconoscerla
esistente".
In base a questa spiegazione appare chiaro il motivo della condanna della Chiesa ad ogni
forma di magia e superstizione, che si esprime ai numeri 2115-2217 del Catechismo della
Chiesa Cattolica. Non esistono - come vorrebbe il cartomante varesino Sam - maghi,
cartomanti e astrologi "buoni" e altri "cattivi". La magia e le
pratiche superstiziose in genere sono una deviazione del senso religioso ed una tentativo
di sostituirsi a Dio esercitando la propria volontà di dominio e potenza sugli eventi,
sulla natura e il prossimo, anziché assumere un atteggiamento umile di richiesta e
supplica nella preghiera. Nella contemporanea magia popolare sembra risuonare allora
lantica e nota voce del serpente che disse ai nostri progenitori:
"...diventereste come Dio" (Genesi 3,5).
La portata della sfida di cui parlano il Papa ed i Vescovi è davvero notevole, essa si
riassume nel grande richiamo alla Nuova Evangelizzazione, che è poi la rievangelizzazione
di tutti i battezzati che sono lontani dalla Chiesa con il cuore e con la mente. Essa si
esplica con piccole azioni, con esempi concreti di coerenza e con lannuncio della
propria fede.
* Il presente intervento riprende - con qualche lieve adattamento - la lettera al
Direttore pubblicata con il titolo redazionale "Carte, magia e nuove sette" in
"Opinioni e commenti" su "Luce". Settimanale cattolico
dinformazione del Varesotto e dellAltomilanese, anno LXXXV, n. 10, 8\3\1998,
p. 10. Lintervento intendeva svolgere alcune riflessioni relative allinchiesta
sulle pratiche magiche e superstiziose nel Varesotto a cui si fa cenno (secondo una
prospettiva cattolica). Purtroppo, la redazione ha apportato notevoli tagli allo scritto,
peraltro non autorizzati o concordati con lautore. Appaiono rilevanti e di una certa
gravità soprattutto i tagli relativi al breve ma importante excursus sui Documenti
Magisteriali.
Benedizioni o
riti magici?
di Andrea Menegotto
Accanto ai Sette Sacramenti, che, in quanto istituiti dallo stesso Gesù, sono segni
efficaci della grazia, la Chiesa celebra i sacramentali. Questi, come dice il Concilio
Vaticano II sono "
segni sacri per mezzo dei quali, con una certa imitazione
dei sacramenti, sono significati e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti
effetti soprattutto spirituali. Per mezzo di essi gli uomini vengono disposti a ricevere
leffetto principale dei sacramenti e vengono santificate le varie circostanze della
vita" (Sacrosantum Concilium n. 60). Fra i sacramentali, le benedizioni rivestono un
ruolo importante; esse comportano al contempo la lode a Dio per i suoi doni e
lintercessione della Chiesa affinché gli uomini possano usufruire dei doni di Dio
secondo lo spirito del Vangelo (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica nn. 1667-1673).
Il Benedizionale (1992) prevede riti di benedizione dove colui che invoca direttamente
lintercessione del Signore non è solo il sacerdote, ma - in alcuni casi - anche il
comune battezzato. Le benedizioni sono date principalmente agli uomini, ma sono previste
preghiere anche per i diversi momenti della vita dei singoli, delle famiglie e della
società: benedizione dei coniugi, delle famiglie, dei fidanzati, dei bambini, delle madri
prima e dopo il parto, dei malati, degli anziani
Sono benedetti anche gli ambienti
(case, uffici, luoghi di lavoro
) e gli strumenti per le diverse attività.
Dunque, oltre che della Liturgia e dei Sacramenti, la vita cristiana si nutre dei
sacramentali e delle varie forme di pietà popolare, le quali spesso gettano le loro
radici nella cultura e nella tradizione locale: si pensi, ad esempio, ad alcune
benedizioni tipiche della società contadina. Queste forme di devozione e di preghiera
extra-liturgiche sono incoraggiate e favorite dalla Chiesa, purchè esprimano
"istinto evangelico e una saggezza umana" (Catechismo della Chiesa Cattolica n.
1679).
Esse sono sostanzialmente diverse dai riti di carattere superstizioso e magico. Molti
nostri contemporanei attribuiscono un certo "potere" a medagliette, immagini di
santi o altri oggetti ritenuti - spesso impropriamente - aventi un carattere
"sacro". La vera efficacia dei sacramentali non è data da qualche strano e non
ben definito "potere" e neppure dalle vaghe evocazioni a "potenze"
più o meno benevole da parte di un qualunque operatore dellocculto, ma dal loro
rapportarsi al Mistero pasquale della Passione, Morte e Risurrezione di Cristo. Per questo
costituiscono, se vissuti con autentica fede - un aiuto per il cristiano nel suo cammino
di santificazione. Dunque, essi assumono valore e senso grazie alla fede in Cristo e nella
sua Chiesa.
Sono invece prive di significato nellottica della santificazione e rappresentano una
seria deviazione della fede nel senso della superstizione tutti quei riti, diffusissimi
nel mondo di maghi, astrologi e cartomanti, che non attribuiscono il primato della fede in
Gesù, lunico, il solo, il vero Mediatore e nella Chiesa, suo Corpo Mistico.
Magia, magie,
maghi.
di Andrea Menegotto
Relazione presentata al Convegno «Il ritorno della magia», organizzato da «Una voce
grida
!» - Regione Lombardia e dal Centro Cattolico «Il Timone» a Barza
dIspra (Varese) il 19 marzo 2000
0. Magia ed epoca post-moderna
Sfere di cristallo, candele, tarocchi, oroscopi, talismani,
antichi ricordi di un passato oscuro e tenebroso?
Uno schema classico che risale al positivismo, e di cui la cultura ufficiale non si
è ancora completamente liberata considera la magia come uno stato primitivo dei
rapporti fra luomo e il sacro. A mano a mano che la religione avanza, la magia
declina e rimane confinata alla periferia della società. Fino a qualche anno fa
citando Auguste Comte, il padre del positivismo e anche di questa tesi qualcuno
sosteneva che dopo il primo stadio, magico, e il secondo, religioso, lumanità
poteva finalmente entrare nel terzo e più glorioso stadio scientifico. Nellepoca
della scienza non solo la magia a poco a poco sarebbe sparita, ma anche la religione
avrebbe visto ridursi di molto il suo ruolo. Oggi, con lesplosione delle molteplici
forme di nuova religiosità, con il declino della fiducia nella scienza, con la critica
radicale a cui sono state sottoposte le teorie classiche della secolarizzazione, lo
schema positivista delle tre epoche sembra certamente passato di moda, ma rimane nello
spirito generale più o meno vagamente presente lassociazione della
magia al passato e lidea che nella società dellinformatica e dellalta
tecnologia si tratti al massimo di un divertente anacronismo.
I sociologi primo fra tutti in Italia Massimo Introvigne hanno riscoperto un
interesse per la magia a partire dai numerosi studi che, dagli anni 70, hanno dovuto
consacrare ai nuovi movimenti religiosi. Inventariando questi movimenti, hanno finito
per scoprirne alcuni a cui la semplice etichetta di «movimento religioso» si applicava
con molta difficoltà. Lesperienza che questi gruppi proponevano ai loro seguaci non
era infatti propriamente religiosa, ma piuttosto magica. Dallo studio
dei nuovi movimenti religiosi i sociologi e più in generale gli studiosi di scienze
religiose (più tardi anche i teologi) sono risaliti a un fenomeno più generale: la nuova
religiosità, che comprende non solo i gruppi strutturati e più o meno gerarchici
i «movimenti», appunto ma anche le «credenze» nuove diffuse nella società: credenze
che contagiano gli stessi fedeli delle Chiese maggioritarie.
Ma prima ancora di addentrarci nellargomento è opportuno notare che
il fatto rimane, ed è sorprendente. Anche se non tutti sembrano esserne pienamente
consapevoli, lepoca della magia nella storia dellOccidente non è il
Medioevo e neppure il Rinascimento (dove pure gli interessi magici erano molteplici).
E il nostro secolo, a partire dalla grande rinascita delloccultismo e
dellesoterismo che si manifesta contemporaneamente in Francia, in Inghilterra e
negli Stati Uniti negli ultimi decenni dellOttocento e che si sviluppa quindi in un
crescendo che arriva fino ai giorni nostri.
1. Definizione
Cosè la
magia?
A. Il termine magia deriva dal greco «magheia», che significa scienza, saggezza; i magi
erano gli antichi sacerdoti persiani. Anche il Nuovo Testamento parla di maghi e magia: i
Magi che secondo il racconto di Matteo (cfr. Mt 2,1-12), si recano alla ricerca del
Bambino Gesù guidati dalla stella, non sono però maghi nellaccezione moderna del
termine, ma piuttosto scienziati o sapienti. Negli Atti degli Apostoli (cfr. At 8,9-24),
si trova lepisodio di Simon Mago che, come molti altri, aderisce alla predicazione
degli Apostoli e si fa battezzare. Meravigliato per i prodigi da loro compiuti, offre del
denaro per ottenere quel potere, ma Pietro risponde: «Il tuo denaro vada con te in
perdizione, perché hai osato di acquistare con denaro il dono di Dio» (At 8,20). Da
questo episodio deriva il termine «simonia» riferito al commercio di cose sacre. Dal
fatto che la magia si trova in tutti i popoli, qualcuno sostiene che essa sia la madre
della religione. Ma cristiani ed ebrei, come mostra anche la Bibbia, tracciano una netta
distinzione.
B. Per definire la magia il classico Golden Bough («Ramo doro», 1890) di James
Frazer (1854 -1941) riprendeva lidea comtiana dì unevoluzione
dellumanità in tre stadi: la magia, la religione e la scienza. Luomo
primitivo secondo Frazer aveva il desiderio, di per sé non illogico né
irrazionale, di controllare per quanto possibile la natura. Lunico modo ragionevole
di perseguire questo obiettivo consisteva nel cercare di comprendere le leggi naturali.
Giacché secondo Frazer le capacità di ragionamento dei primitivi erano
limitate, essi riuscirono a identificare soltanto due leggi, peraltro confuse e, nelle
loro applicazioni letterali, anche sbagliate: la legge della somiglianza («il simile
produce il simile») e la legge del contatto («ogni effetto deriva dal contatto, visibile
o invisibile, di una forza applicata da un agente»). Il tentativo di applicare queste
presunte leggi non poteva produrre che magia, nei due tipi fondamentali della magia
cosiddetta «imitativa» (mimetica od omeopatica) e della magia «contagiosa». Quando i
primitivi, racconta Frazer, si resero conto che la magia non funzionava, passarono
alla religione. Cominciarono, cioè, a ritenere che i fenomeni naturali fossero
controllati da spiriti o divinità che non potevano essere manipolati ma soltanto
supplicati o pregati. Ma a poco a poco conclude Frazer accanto alla religione
cominciò a svilupparsi la scienza, che scoprì una dopo laltra le «vere» leggi
della natura. Linfluenza delle idee di Frazer è stata immensa, e probabilmente
non è ancora terminata. NellEuropa latina idee largamente ispirate a Frazer si
diffusero grazie alle teorie di Lucien Lévi-Bruhl (1857-1939) sul pensiero dei primitivi,
che a loro volta influenzarono le teorie di Jean Piaget (1896-1980), secondo cui il
pensiero magico si manifesta nei primi anni di vita del bambino e sparisce gradatamente
(salvo casi patologici) nel passaggio dallinfanzia alladolescenza. Una delle
critiche più distruttive delle idee di Frazer è stata formulata dal filosofo Ludwig
Wittgenstein (1889-1951) nel quadro della sua più generale riflessione sui limiti del
positivismo. Linterpretazione che il Frazer diede della magia intendendola come una
«falsa scienza» è ben contestabile, in quanto essa non si risolve nei due principi
ricordati da Frazer (simpateticità e contagio), ma prevede un sistema più complesso di
circostanze, riti, credenze. Inoltre, è difficile tracciare una linea netta fra magia e
religione, nella storia si notano vari casi in cui le manifestazioni religiose si
intrecciano con manifestazioni magiche. Nota in questa prospettiva lo storico delle
religioni italiano Ugo Bianchi[1] che se la religione si risolve in una Weltanschauung
in una visione del mondo e quindi non ha bisogno di riferirsi ad altro, la
magia attinge dalla religione idee e concetti, se non altro per sottometterli al proprio
trattamento. In ogni caso, oggi la posizione di Frazer non ha forse neppure bisogno di
unanalisi dei difetti della sua logica. Per il positivista Frazer solo il fatto
era divino; e il «fatto», oggi, è che la magia non è affatto sparita con i progressi
della scienza, ma come abbiamo visto non è mai stata così socialmente
presente come nel mondo contemporaneo.
C. Secondo i due sociologi americani Rodney Stark e Williams Sims Bainbridge [2] la
differenza principale tra religione e magia consiste nel fatto che di fronte ai
problemi degli uomini la religione offre «compensatori generali» (una visione
del mondo in cui le domande che inquietano luomo trovano una risposta globale),
mentre la magia propone piuttosto «compensatori specifici» (che vorrebbero risolvere i
problemi uno per uno). Da questo punto di vista il mestiere del mago è infinitamente più
pericoloso di quello del leader religioso. In primo luogo, chi propone soltanto
«compensatori specifici» entra nel gioco della domanda e dellofferta: se offre
la guarigione da determinate malattie, non riuscirà a raggiungere chi non ne è
colpito; se offre incantesimi e formule per riconquistare la persona amata non
interesserà chi vive una esperienza affettiva felice, e così via. Il mago si espone
quindi immediatamente alla prova empirica delle sue affermazioni. Se ha promesso la
guarigione, lamore o il successo, potrà rimandare la verifica, ma ben presto il
suo seguace gli chiederà conto dei risultati. Da questo punto di vista il leader
religioso che promette vantaggi nellaldilà o su un piano puramente spirituale, che
si sottrae alla verifica empirica, dovrebbe vivere una vita più tranquilla. Dunque, non
solo i maghi tendono a perdere seguaci e a formare più spesso client cults che cult
movements, ma anche i loro movimenti sono effimeri e in genere crollano dopo anni di
smentite empiriche alle loro promesse e di incapacità di stabilire relazioni di
interscambio globali e costanti con i seguaci.
D. Se si vuole adeguatamente comprendere cosè la magia occorre porsi sulla scia del
celebre fenomenologo delle religioni rumeno Mircea Eliade (1907-1986), si può distinguere
la magia dalla religione in quanto lesperienza magica più che unesperienza
del Divino o del sacro (ierofania) è unesperienza del potere (cratofania), dove
luomo manipola il sacro e lo mette al proprio servizio. La religione cerca
lesperienza del sacro per se stessa e ha come termine di riferimento, almeno
tendenziale, Dio o lAssoluto. La magia tende invece a ricercare il contatto con
forze «occulte», considerate superiori al singolo uomo, ma possono essere manipolate e
controllate accrescendo la potenza del mago e dei suoi seguaci. Lo scopo per cui si
vogliono acquisire i poteri magici può essere materiale (acquisizione della ricchezza o
del dominio sulla altre persone) o nobili (miglioramento di se stessi e
dellumanità. Per raggiungere tali fini si mobiliteranno soprattutto una serie di
divinità «intermedie» spiriti, angeli, demoni, fluidi, energie, potenze
mentre, almeno in Occidente, linfluenza della corrente anti-magica che percorre il
giudaismo e il cristianesimo renderà meno credibile la pretesa di «catturare» Dio
stesso per porlo al servizio dei propri progetti magici.
E. Il contesto della magia è dunque caratterizzato da una pretesa di appropriarsi e
possedere con la volontà ciò che nellesperienza religiosa può essere concepito
solo come dono. Quindi, la magia parte dal presupposto di voler dominare le forze occulte
attribuendosi un potere sovrumano e cercando di affermare il proprio desiderio di potenza
sulla natura, il presente, il futuro, il prossimo, gli oggetti, gli eventi della storia e
lo stesso mondo ultraterreno; in sostanza non è altro che il tentare di impadronirsi del
potere stesso di Dio e di tutti i Suoi requisiti e cioè la vera e propria pretesa di
sostituirsi a Dio. La Nota Pastorale della Conferenza Episcopale Toscana (CET) A proposito
di magia e di demonologia (1994) afferma: «La religione dice riferimento diretto a Dio e
alla sua azione, tanto che non può esistere esperienza religiosa senza tale riferimento;
la magia implica una visione del mondo che crede allesistenza di forze occulte che
influiscono sulla vita delluomo e sulle quali loperatore ( o il fruitore ) di
magia pensa di poter esercitare un controllo mediante pratiche rituali capaci di produrre
automaticamente degli effetti; il ricorso alla divinità quando cè- è
meramente funzionale, subordinato a queste forze e agli effetti voluti» [3].
2. Diverse forme e aspetti della magia (classificazioni e tipologie)
Quante magie?
Classificazione dei vari tipi di magia secondo la Nota Pastorale
della Conferenza Episcopale Toscana.
Secondo il medesimo Documento del Magistero si possono individuare in particolare tre
diverse forme di magia:
a. «magia imitativa», secondo cui il simile produce il simile, ad esempio: il
trafiggere gli occhi di un pupazzo accecherà la persona da esso rappresentata;
b. «magia contagiosa», si basa sul principio del contatto fisico: per influire su una
persona, il mago ha bisogno di qualcosa che le appartiene (peli, capelli, unghie,
vestiti);
c. «magia incantatrice», che attribuisce un potere particolare a formule e azioni
simboliche.
Inoltre, tradizionalmente si è soliti distinguere la magia in due grossi filoni:
1. «magia bianca», riguarda due campi diversi, il primo si riferisce a effetti
strabilianti ottenuti con metodi naturali, come giochi di prestigio, illusionismo.... La
Nota della CET ricorda che se i mezzi usati sono leciti e il fine è solo di stupire, non
cè nulla di male. Diversa valutazione per un secondo settore, dove i fini da
raggiungere sono buoni (soluzione dei problemi economici, damore, malattie), ma
perseguiti con mezzi discutibili che portano al mondo della superstizione e della truffa
(talismani, filtri, amuleti....).
2. «magia nera», ricorre a evocazioni di forze demoniache, sotto i cui influssi pensa di
operare. E indirizzata a scopi malefici: procurare malattie, disgrazie, morte,
oppure pretende di piegare gli eventi a proprio vantaggio per conseguire onori e
ricchezze. Il fine ultimo di questa forma di magia è quello di trasformare gli adepti in
«servi di Satana». Rientrano in questo ambito i riti a sfondo satanico culminanti nelle
«messe nere».
La distinzione, peraltro, non è priva di ambiguità: per molti maghi la loro magia è
sempre «bianca» e quella dei concorrenti sempre «nera»...
In molte zone dItalia, è diffusa lidea della «fattura», eseguita a danno di
qualcuno. Essa viene intesa generalmente come una maledizione in grado di arrecare del
male a coloro contro cui è rivolta. In questo atto non si pensa necessariamente ad
unazione di tipo demoniaco. Nonostante la forte ingenuità che la contraddistingue,
è comunque da ritenersi inaccettabile dal punto di vista cristiano.
Ben più grave è il maleficio», che ha lintenzione di consegnare oggetti, animali,
ma soprattutto persone, al potere o comunque allinflusso del demonio. Esso assume le
forme della «magia nera» ed è ce lo ricorda ancora la Nota della CET
gravemente peccaminoso a causa dellintenzione malvagia che lo origina e quindi al di
là dei reali effetti. Per ciò che concerne la fattura e il maleficio, occorre nella
valutazione un estremo equilibrio, non attribuendo sistematicamente o in maniera
superstiziosa tutti i mali che possono capitare nella vita allintenzione malvagia di
qualcuno. Non si può comunque escludere in pratiche di questo genere qualche
partecipazione demoniaca al gesto malefico; giova comunque ricordare che gli studi di vari
specialisti, nonché vari Documenti del Magistero invitano alla prudenza per non cadere in
facili e ingenue «demonizzazioni».
B. Classificazione dei vari tipi di magia secondo i diversi
livelli di poteri magici
E però possibile introdurre unaltra tipologia del fenomeno magico. Essendo la
magia lesperienza del potere, si possono distinguere quattro tipi di magia
riferentisi a quattro diversi livelli di poteri magici. Il livello di potere superiore, in
genere, pretende di offrire i requisiti tipici del livello precedente, anche se tenderà a
considerarli inferiori e meno significativi.
1. La magia pratica promette poteri da utilizzare nella vita di tutti i giorni per
conseguire risultati concreti: il successo, la felicità, la salute. Quasi
onnipresenti sono i riti di guarigione, anche se nella magia recente laccento si
sposta dal benessere fisico a quello psicologico e al miglioramento delle relazioni
interpersonali. È noto così luso da parte di Heinrich Himmler di maghi per
favorire le armate del Terzo Reich, come la mobilitazione in Inghilterra dei maghi
cerimoniali per fronteggiare lassalto degli occultisti tedeschi.
2. La magia gnostica rappresenta una glossa al vecchio detto «sapere è potere». Ritiene
che il possesso di un sapere esoterico sulle origini del mondo, sulla vera natura
delluomo e delluniverso garantisca di per sé laccesso a livelli più
alti della coscienza. Un caso tipico è costituito dalla Fraternità di Urantia, per la
quale il possesso di un complesso sapere cosmogonico migliora la qualità della vita
delladepto.
3. La magia evocatoria mira a evocare spiriti, angeli, demoni (nel satanismo), spiriti
della natura, divinità della mitologia antica, a cui chiedere servigi pratici o
conoscenze segrete. Ma non mancano casi, come Dion Fortune (1890-1964) fondatrice
della Society of the Inner Light dove levocazione viene perseguita per se
stessa, essendo già in sé esperienza di potere magico.
4. La magia della vita mira a vincere la morte e ad assicurarsi la certezza
dellimmortalità. Per alcuni si tratta solo di una preparazione spirituale a
morire. Vi sono cioè movimenti come Damanhur che insegnano a morire, e ritengono che si
possano programmare le reincarnazioni. Per altri la preparazione si appoggia anche su
elementi materiali, come le tecniche di «alchimia spirituale», che mirano alla
costruzione di un «corpo di luce», garanzia dimmortalità già nel corso della
vita terrena, mediante lutilizzo dellenergia sessuale. In alcuni testi di
Aleister Crowley (1875-1947) ma non tutte le pratiche crowleyane sono di questa
natura si tratta di una sessualità spinta fino al parossismo orgiastico, mentre
allestremo opposto vi è una magia sessuale cristianeggiante che richiede uno sforzo
costante per eliminare ogni pensiero impuro. Così un movimento magico-cristiano come
lArcheosofia consiglia di invocare Cristo o di fissare lo sguardo su unicona
durante lunione fra un uomo e una donna. Lalchimia del «corpo di luce»
comprende due pratiche in cui il seme, fonte della vita, non si disperde fuori del
laboratorio alchemico, il corpo maschile, ma vi rimane per costruire il corpo
dimmortalità. La prima prevede la ritenzione del seme; la seconda la sua
assimilazione (spermatofagia). Le varianti sono notevoli: il seme, per esempio, può
essere combinato con il sangue mestruale o le secrezioni femminili. Queste tecniche si
trovano in contesti molto diversi, dagli Arcana Arcanorum (tecniche magiche attribuite a
Cagliostro) delle massonerie «di frangia» dei riti egiziani alle cerchie più interne
del martinismo, del neotemplarismo, della magia cerimoniale. Limmortalità cercata
per alcuni consiste nel sottrarsi al ciclo delle reincarnazioni, per altri nel programmare
una buona reincarnazione. Infatti la tecnica della ritenzione del seme dovrebbe
garantire luscita dal ciclo delle reincarnazioni, mentre lassimilazione
dovrebbe preparare la futura reincarnazione. E comunque necessario precisare che
sarebbe comunque sbagliato ritenere lalchimia del «corpo di luce» come una forma
di esaltazione del libero sesso. Queste tecniche infatti richiedono preparativi così
complessi e impegnativi che si rivelano assolutamente inadatti per i semplici libertini;
in tal senso ha una sua paradossale verità il detto indiano «nessuno è più casto di un
tantrista». Inoltre, occorre non generalizzare: se alcuni adepti di certi riti
paramassonici, o alcuni gruppi martinisti, le seguono, non si deve concludere che
tutti i riti massonici o tutti i martinisti adottano le stesse tecniche.
C. Tipologia dei fenomeni magici
Se ci sforziamo di dare uno sguardo generale al mondo della magia, ci accorgiamo che
questo è senza dubbio un qualcosa di complesso, di cui fanno parte diversi ambiti, che
seguendo la classificazione proposta da Massimo Introvigne possono essere
suddivisi in tre distinti piani[4].
1. Il primo piano è rappresentato dalla magia popolare (folk magic). Da unindagine
SWG-Confesercenti (estate 1999) effettuata su un campione di 600 persone, risulta che
linteresse per le pratiche magiche coinvolge il 22% (corrispondente a oltre dieci
milioni) degli italiani. Il giro di affari è notevole: si parla di 832 miliardi spesi per
consulti e pratiche magiche, 66 miliardi per testi specializzati, 38 miliardi per riviste
e 7 miliardi per filmati su temi magici. Effettivamente, non occorre fare troppi sforzi
per notare che, oggigiorno, il mondo dellocculto rappresenta una realtà in piena
attività e in grande sviluppo. Basta infatti sfogliare le «Pagine gialle», riviste e
giornali o ascoltare alcune emittenti radiofoniche per notare numerose inserzioni di
maghi, sensitivi, guaritori, cartomanti, professionisti dellocculto o esperti di
vita interiore. Inoltre, gli studi televisivi delle emittenti locali formicolano di queste
stesse presenze nel corso di lunghe trasmissioni in cui lo spettatore può chiedere una
consulenza al «professionista», il quale, però, preferisce generalmente rimandare la
«vera» soluzione del problema ad un successivo appuntamento fissato nel proprio studio
privato, trasformando così lascoltatore in cliente. Secondo le categorie della
sociologia religiosa, la realtà di tutti coloro che si qualificano come «professionisti
dellocculto» nel nostro Paese sono qualche migliaio rientra nel
contesto che Rodney Stark e William Sims Bainbridge, definiscono «client cults», cioè
«culti di clientela». Altri studiosi parlano in maniera altrettanto adeguata di «magia
popolare» (folk magic, laggettivo «popolare» è riferito al livello culturale,
non a quello socio-economico, talora alto, di praticanti e clienti), costituita da maghi,
che dietro compensi che vanno dal modesto allastronomico, promettono guarigioni,
risoluzione di problemi economici e affettivi, lanciano fatture.... Di fronte alla
diffusione della magia popolare, che esercita una forte attrattiva in particolare sui ceti
urbani emergenti e professionali (diplomati, laureati, dirigenti, tecnici, commercianti,
medici), Monsignor Giuseppe Casale (Presidente onorario del Centro Studi sulle Nuove
Religioni), nella Lettera Pastorale Nuova religiosità e Nuova Evangelizzazione
(6.3.1993), afferma che se nellopinione di Karl Marx (1818-1883) la religione era
intesa come «oppio del popolo», oggi la magia può essere considerata
«loppio di una certa borghesia». Per essere completi, occorre notare
che la folk magic è a sua volta suddivisibile in due sfere distinte: quella della magia
popolare delle campagne e quella della magia popolare delle città. Se questultima
ha i tratti sopra descritti, la prima ha invece origini antichissime e non sembra per
nulla intaccata dallo sforzo di evangelizzazione che cerca di portare al superamento delle
superstizioni.
2. Il secondo piano è rappresentato dallesoterismo[5], uno stile di pensiero che
accompagna tutta la cultura occidentale a partire dagli Scritti Ermetici fino ai nostri
giorni. Il termine «esoterico» viene riferito ad una dottrina che è da trasmettere
segretamente allinterno di una cerchia ristretta, è lopposto di
«essoterico», aggettivo attribuito in genere alle grandi religioni, che non presentano
rivelazioni segrete ed hanno invece un carattere pubblico. Spesso la visione esoterica è
anche gnostica, proclama cioè che la salvezza si ottiene attraverso la conoscenza e non
come dono. Lesoterismo ha largamente influenzato la cultura occidentale: la
filosofia di Hegel (1770-1831), ma anche la psicanalisi di Freud (1856-1939) e Jung
(1875-1961) ne risultano ampiamente debitrici. La tradizione esoterica continua ad
esercitare un notevole fascino su molte persone particolarmente di formazione «laica» ed
è stata diffusa da alcune correnti della massoneria e da alcuni opere di autori come il
russo George Ivanovitch Gurdjieff (1866 o 1874-1949). Questi ha esercitato
uninfluenza particolare sul New Age[6] ed ha riassunto la sua visione del mondo
nellenneagramma[7], un simbolo a nove punte che spesso viene impropriamente
presentato come derivante dalla tradizione mistico-musulmana (sufi), tuttavia nessuna
dimostrazione o ricerca storica appare convincente in tal senso, in quanto viene
puntualmente smentita dagli storici. Lenneagramma, che per Gurdjieff era piuttosto
un simbolo generale delluomo e del cosmo, è utilizzato come strumento di
classificazione dei «tipi psicologici» umani, grazie soprattutto allIstituto Arica
di Oscar Ichazo e alla psicologia di Claudio Naranjo ed è molto popolare anche negli
ambienti cattolici americani ed italiani (grazie ad una certa stampa cattolica che lo ha
ampiamente diffuso). Questo strumento rischia di influenzare seriamente la vita delle
persone che ad esso si affidano per compiere delle scelte: una volta individuati i
«tipi», infatti, il metodo psicologico e spirituale dellenneagramma si occupa
delle relazioni fra questi. Così, chi crede in questa tecnica che nel suo
procedere rivela le sue origini se è classificato come «tipo uno» cercherà di
evitare di sposare una «quattro», solo perché le conclusioni arbitrarie
dellenneagramma preannuncerebbero disastri... Non mancano le reazioni contro
lutilizzo dellenneagramma cattolico da parte degli studiosi: queste fanno
perno sulla derivazione dello stesso ed insistono quindi sullimpossibilità di
conciliare il cattolicesimo con la tradizione esotero-occultista. Una volta riconosciuta
la vera origine dellenneagramma, però, il discorso non è ancora chiuso: si pone
infatti la questione di separare la tecnica utilizzata per leggere il carattere
delle persone dalla dottrina che, in quanto esoterica, è inconciliabile con il
cristianesimo. Tuttavia, le tecniche tratte dallambito esoterico sono influenzate
dallo gnosticismo (abbiamo accennato alla componente gnostica dellesoterismo); sulla
difficoltà di conciliare le tecniche orientali ed anche gnostiche con il cristianesimo si
sofferma un Documento della Congregazione per la Dottrina della Fede del 15 ottobre 1989,
la Lettera ai vescovi della Chiesa Cattolica su alcuni aspetti della meditazione
cristiana. Credo che le considerazioni svolte a proposito dellenneagramma possano
essere applicate, con opportuni adattamenti, anche ad altri casi in cui, soprattutto
grazie allinflusso del New Age, si tenta di inserire elementi derivanti dalla
tradizione magica in ambito cattolico.
3. Esiste, infine, un terzo piano in cui può essere suddiviso il mondo della magia.
Contemporaneamente allo sviluppo dei nuovi movimenti religiosi, assistiamo alla crescita
anche di nuovi movimenti magici che si collocano tra la cultura esoterica e la magia
popolare. Il rapporto tra il mondo delle cartomanti e degli indovini e i loro clienti, che
li consultano solamente per chiedere incantesimi, guarigioni e «profezie» in cambio di
danaro, senza però essere coinvolti attivamente dalle pratiche degli addetti, appartiene
ancora al primo piano, quello della magia popolare, e non va confuso con la diversa
realtà dei nuovi movimenti magici. Quindi non è corretto affermare, basandosi unicamente
sul numero dei clienti dei maghi a pagamento, che gli italiani aderenti ai movimenti
magici sono milioni. I nuovi movimenti magici interessano attivamente in Italia solo
alcune migliaia di persone (lo 0,5% della popolazione, mentre l1% appartiene a
qualche nuovo movimento religioso).
I nuovi movimenti magici [8] si distinguono dalla magia popolare per la struttura
sociologica che li caratterizza e che presuppone lesistenza di una gerarchia, una
sede, un codice di comportamento ed un insieme di credenze che accomuna gli adepti. Questi
nuovi movimenti magici possono essere classificati secondo unottica sociologica
utilizzando lo stesso sistema adottato per i nuovi movimenti religiosi, anche se i primi
differiscono da questi ultimi in modo significativo data la differenza sostanziale che
esiste fra religione e magia. Il criterio di classificazione più valido è dunque quello
proposto da Massimo Introvigne, per cui anche per i nuovi movimenti magici possiamo
delineare quattro fasi significative, che permettono in un certo senso di mettere in luce
non solo in una prospettiva sociologica ma anche teologica la realtà dei nuovi movimenti
magici.
Se per i nuovi movimenti religiosi nella prima fase si parla di rifiuto della Chiesa,
secondo la formula «Cristo sì, Chiesa no», per i nuovi movimenti magici si deve
piuttosto vedere una volontà di sostituirsi alla Chiesa mediante laffermazione
«noi siamo la Chiesa». Fanno parte di questa categoria una varietà di movimenti magici
che pretendono di avere origine da iniziazioni risalenti a Mosè, a Salomone e ai Druidi e
tramandate dai maestri di generazione in generazione; vantando così unantichità,
peraltro storicamente non documentata, superiore a quella della Chiesa Cattolica. In
questo contesto si collocano anche le cosiddette «massonerie di frangia», che si situano
alla periferia della tradizione massonica, ma hanno talvolta contatti con il centro. Fin
dalle origini la massoneria maggioritaria è stata accompagnata da «massonerie di
frangia» più interessate allocculto.
Nella seconda fase sono collocati i movimenti magici dello spiritismo. Essi hanno la
pretesa di appropriarsi delle prerogative uniche del Cristo. Se per i nuovi movimenti
religiosi nella seconda fase si nega Cristo, qui invece si afferma: «noi siamo il Cristo,
in quanto come lui esercitiamo poteri sugli spiriti, sulle malattie e abbiamo il potere
della profezia sugli avvenimenti futuri.
La terza fase riguarda loccultismo propriamente detto, dove si praticano vere e
proprie cerimonie magiche (magia cerimoniale) finalizzate allottenimento di una
serie articolata di poteri. Se la formula usata per i nuovi movimenti religiosi in questa
fase è «religione sì, Dio no», qui invece vi è la pretesa dellaffermazione
«noi siamo Dio». La dottrina che accomuna i gruppi rientranti in questa fase che
è tenuta per lo più segreta ai molti e viene rivelata solo nei gradi più elevati
presuppone un insieme di credenze di tipo gnostico, secondo cui luomo, che ha in sé
una «scintilla divina», è caduto da uno stato divino e spirituale in uno stato
materiale da cui deve essere liberato e riportato alle condizioni originarie. Sulla
formazione di questi concetti ebbe uninfluenza basilare Cagliostro, che contribuì
anche a codificare diversi metodi e tecniche magiche atte ad ottenere i «poteri magici».
Cagliostro (1743?-1795), il cui vero nome era con ogni probabilità Giuseppe Balsamo, è
una delle grandi figure delloccultismo nel Settecento[9]. Lasciata
lInghilterra nel 1777, dove era stato iniziato alla massoneria, soggiornò intorno
al 1783 a Napoli e Lione. Legata a queste due città è la fondazione di un rito
massonico, lAlta Massoneria Egiziana. In seguito percorse lEuropa esercitando
le sue doti di guaritore e aprendo logge massoniche in varie città. Cagliostro è
celebre, oltre che per le sue doti magiche, anche per la prigionia (dal 1791) nella Rocca
di San Leo; la condanna a morte, conseguenza della denuncia al SantUffizio, per cui
finì per testimoniare anche la moglie Lorenza, era infatti stata commutata nella pena del
carcere a vita. Sulla prigionia si sviluppano varie leggende, fra cui quella che vorrebbe
Cagliostro fuggito negli Stati Uniti dAmerica dove condurrebbe unesistenza
immortale. Limpadronirsi del potere stesso di Dio, comandando agli spiriti, demoni e
angeli, conseguendo così limmortalità e appropriandosi di tutti i requisiti di Dio
stesso riprende nella sostanza le parole con cui il serpente (tentatore) nel racconto
biblico di Genesi 3 si rivolge ai progenitori inducendoli al peccato originale:
«...diventereste come Dio» (Gn 3,5).
Nella quarta fase, infine, si collocano i movimenti del satanismo, dove confluiscono
comunque anche vari elementi di magia cerimoniale, tipici della terza fase. I movimenti
satanisti nascono dalla delusione per non aver potuto ottenere, nonostante gli sforzi di
cui alla terza fase, le capacità e i poteri di Dio. Da qui la negazione di Dio e
ladorazione del suo avversario, il diavolo.
3. Per concludere
Concludendo, rimane da ribadire come il quadro che abbiamo descritto, cioè lepoca
del trionfo della magia nella storia dellOccidente non sia il Medioevo e neppure il
Rinascimento, ma la nostra era informatica e post-moderna[10]. Quello in cui viviamo è il
periodo critico che fa seguito ai secoli della propaganda atea, positivista e materialista
che, in nome della «Dea Ragione», del partito e della classe sociale, della razza o del
proprio ego, ha condotto allallontanamento dal Dio cristiano e dalla Verità
dottrinale custodita dalla Chiesa cattolica. Oggi domina il relativismo nel senso più
assoluto, luomo post-moderno vive in quello che dal punto di vista culturale
Aleksàndr Isaevic Solzenicyn ha efficacemente definito come «un mondo in
frantumi». In questo mondo, lopzione religiosa più diffusa è il «credere senza
appartenere» o il «credo, a modo mio». Risulta evidente come ciò lasci largo spazio
alla diffusione di credenze e pratiche religiose o presunte tali quantomeno
bizzarre.
Vale la pena di notare come il processo di progressiva rivendicazione dellautonomia
del singolo e della società dalla Chiesa cattolica, incominciato con lIlluminismo
settecentesco e con lesaltazione della «Ragione» sul quello che gli illuministi
definivano «loscurantismo della fede», abbia condotto come esito ultimo e
paradossale al trionfo dellirrazionale e del superstizioso.
Dunque, aveva ragione il filosofo italiano Augusto del Noce (1910-1989) quando acutamente
osservava che la secolarizzazione non si accompagna solo all«espansione
dellateismo», ma anche allemergere di «nuove forme di mitologismo». E aveva
altrettanta ragione lo scrittore cattolico Gilbert Keith Chesterton (1874-1936), il quale
scrisse che quando non si crede più in Dio non è che non si creda più a nulla: si crede
a tutto.
Interpretazione dei fenomeni della magia popolare
Unattenta osservazione dei fenomeni della magia popolare porta allammissione
che il ricorso alla magia alcune volte produce dei risultati che non sembrano solo
apparenti; può capitare infatti che il cliente che si rivolge alloperatore
dellocculto per una guarigione, effettivamente la ottenga o che i tarocchi prevedano
qualcosa che si realizza nel futuro della persona che si rivolge al cartomante....
Questi fatti, che fanno nascere il sorriso sulle labbra dei più scettici e razionalisti,
richiedono in ogni caso una spiegazione, perché per chi ricorre e crede alla magia non
sono semplici sciocchezze, ma dati di fatto. Se molte volte le parole adatte per rendere
conto dei fenomeni magici sono «caso», «finzione», «frode», «assurdità»,
«credulità», «ingenuità», altre volte le spiegazioni adottate sono di ordine
psicologico (la «volontà di credere» da parte di chi si rivolge al mago, leffetto
placebo) o fanno perno sul concetto peraltro controverso di paranormale (si sostiene che,
essendo poco conosciuti, i fenomeni magici sono in realtà fenomeni naturali fatti
impropriamente oggetto di interpretazione soprannaturale).
Ma, condividendo il pensiero di Massimo Introvigne e seguendo le indicazioni di importanti
Documenti del Magistero (solo per ricordarne alcuni, la relazione finale del Cardinale
Francis Arinze al Concistoro straordinario del 5 aprile 1991, la Lettera Pastorale Nuova
religiosità e nuova evangelizzazione di Monsignor Giuseppe Casale del 6 marzo 1993 e la
Nota Pastorale della Conferenza Episcopale Toscana del 15 aprile 1994) è necessario
affermare che il cattolico, leggendo la realtà della magia, deve essere disposto a fare
un passo in più rispetto allo scienziato. Deve essere disposto a camminare insieme al
teologo e anche allesorcista, il quale beninteso non è il mago che si
spaccia per tale, ma il sacerdote delegato dal Vescovo a norma del canone 1172 del Codice
di Diritto Canonico.
Nella spiegazione dei fenomeni magici e della nuova religiosità, infatti, non si può
negare la possibilità di unazione del demonio, anche se su questo aspetto
consiglia Monsignor Casale occorre essere molto prudenti. Se infatti
lesistenza e lazione del demonio sono chiaramente affermate dalla Dottrina
della Chiesa, non si può infatti innescare la tendenza a «demonizzare» tutto. Parlare
di demòni non consiste nel far riecheggiare qualche eco di antiche credenze medioevali,
ma è semplicemente ribadire la Dottrina della Chiesa, affermata in anni recenti nel
Catechismo della Chiesa Cattolica (1992), nelle catechesi di Giovanni Paolo II (14 e
21.8.1986) e di Paolo VI, il quale il 16 novembre 1972 affermava: «Oggi, uno dei bisogni
maggiori è la difesa da quel male che chiamiamo demonio. Un essere vivo, spirituale,
pervertito e pervertitore. Terribile realtà, misteriosa e paurosa. Esce dal quadro
dellinsegnamento biblico ed ecclesiastico chi rifiuta di riconoscerla esistente»..
La condanna verso ogni forma di magia e superstizione, espressa nella Bibbia, è
illustrata ai numeri 2115-2217 del Catechismo della Chiesa Cattolica. Anche quando
nella maggioranza dei casi sarebbe eccessivo presupporre un intervento del demonio,
si tratta pur sempre di un atteggiamento psicologico e «culturale» incompatibile con la
fede.
Non esistono come vorrebbe qualche operatore dellocculto maghi,
cartomanti e astrologi «buoni» e altri «cattivi». La magia e le pratiche superstiziose
in genere sono una deviazione del senso religioso ed un tentativo di sostituirsi a Dio
esercitando la propria volontà di dominio e potenza sugli eventi, sulla natura e il
prossimo, anziché assumere un atteggiamento umile di richiesta e supplica nella
preghiera.
Spiritismo e
Cristianesimo
di Andrea Menegotto
Lo spiritismo è un pratica e una dottrina che afferma che i morti o altre entità
manifestano la loro presenza alle persone attraverso chiaroveggenti, medium o
"canali" facendo uso di segni, rumori speciali o altre forme di comunicazione.
La Nota Pastorale della Conferenza Episcopale Toscana, A proposito di magia e di
demonologia, afferma:
"La peggiore e più grave forma di divinazione è la necromanzia o spiritismo, ossia
il ricorso agli spiriti dei morti per entrare in contatto con loro e svelare il futuro o
qualche suo aspetto" [1].
1. Breve storia e origini dello spiritismo
Lo spiritismo, come attesta anche lAntico Testamento, è stato praticato in diverse
forme fin dallantichità, ma le sue origini - come corrente culturale e come
movimento - sono spesso attribuite alle esperienze che ebbe negli Stati Uniti Margaret Fox
(1833?-1893) con le sorelle a partire dal 1848, quando annunciarono di aver vissuto strane
vicende riguardanti la comunicazione con gli spiriti dei trapassati per mezzo
delluso di un alfabeto speciale, composto di rumori e di colpi secchi
("raps") che gli stessi spiriti avrebbero insegnato loro. Queste asserzioni
ebbero un vasto credito: così in Nord America come in Europa (dove peraltro cerano
stati medium attivi già qualche decennio prima delle sorelle Fox) cominciarono a
diffondersi rapidamente le pratiche spiritiche. Alcuni medici, studiando tale fenomeno,
asserirono che i rumori erano ottenuti semplicemente facendo crocchiare le ginocchia e le
dita dei piedi.
Un altro medium, lamericano Andrew Jackson Davis (1826-1910), diede incremento a
questa dottrina affermando di essere capace di esercitare in uno stato di
"trance" certe attività mentali che in condizioni normali non sarebbe riuscito
a compiere. Nel 1872 il pastore inglese William Stainton Moses, divenne editore del
giornale spiritista "Light" e scrisse diversi libri inerenti lo spiritismo. Il
movimento fu screditato dalla comparsa di un numero considerevole di ciarlatani che
utilizzavano grossolani trucchi di prestigio. La stessa Margaret Fox, divenuta anziana,
asserì di aver usato una serie di trucchi durante le sue sedute spiritiche, anche se in
seguito ritrattò la sua ritrattazione. Spesso le indagini serie, svolte in seguito da
medici su questi fenomeni, hanno rivelato clamorosi imbrogli nelle attività di diversi
altri medium. La Società per le Ricerche Fisiche (Society for Psychical Research) nacque
con lo scopo di esaminare le manifestazioni e i fenomeni spiritici. Da qui ha origine la
parapsicologia, che studia e indaga su ogni evento che la scienza tradizionale non riesce
a spiegare scientificamente.
Va notato, però, che la pratica dello spiritismo era diventata abituale già nel
Settecento, nellambiente influenzato dalle teorie del medico svevo Franz Anton
Mesmer (1734-1815) [2], fondatore della teoria del "magnetismo universale" ed
anche di una massoneria "di frangia" (la Società dellArmonia Universale).
Afferma Massimo Introvigne:
"....Mesmer, come oggi si riconosce, ha inventato.
lipnosi prima di
Braid,.... lattenzione allinconscio prima di Freud. Non stupisce pertanto che
abbia inventato anche lo spiritismo prima delle sorelle Fox" [3].
La teoria di Mesmer sul "magnetismo universale" viene ben sintetizzata dallo
stesso studioso:
" ....si fonda sullidea dellesistenza di un fluido
universale, sostanza sottile che pervade tutto luniverso senza lasciare spazi
vuoti. Il fluido circola pure nel corpo umano; anzi nel caso di un blocco o stasi della
circolazione, insorge la malattia, che può essere curata con la
magnetizzazione, provocando nel paziente una lieve crisi (di tipo
sonnambolico) o più acuta - e per Mesmer più efficace - di tipo convulsivo... Che cosa
centra in tutto questo lo spiritismo? Più di quanto non possa sembrare, perché la
magnetizzazione libera il senso interno del paziente
consentendogli di stabilire un particolare rapporto con il fluido universale, che -
proprio per la sua universalità - permette di entrare in relazione con mondi invisibili.
E possibile, per esempio, che un soggetto magnetizzato veda il proprio
corpo, o anche il corpo di unaltra persona, diagnosticando così nel modo più
esatto una malattia, e perfino veda avvenimenti o persone del passato o del futuro;
Mesmer, .... non amava si parlasse di spiriti e attirava lattenzione
sulla spiegazione scientifica dei fenomeni tramite il fluido: ma di fatto si trattava di
entrare in contatto con persone che erano vissute sulla terra ed erano morte. Mesmer
inoltre considerava preferibile la crisi convulsiva.... al più blando sonnambulismo; ma
era proprio nel sonnambulismo che il soggetto magnetizzato entrava più spesso
in contatto con entità che sembrano proprio spiriti di persone defunte, e si esprimevano
perfino con la loro voce" [4].
La teoria di Mesmer sta anche alla base di alcune "pratiche terapeutiche
alternative" (dette comunemente "medicine alternative"), dal momento che
esse, oltre a fare riferimento a sistemi di pensiero magici o inconciliabili con il
Cristianesimo, spesso si rifanno allidea del "fluido" o "energia
universale" e pongono dunque le loro origini in un contesto spiritico.
2. Sviluppi dello spiritismo
Allo sviluppo dello spiritismo hanno contribuito diversi scrittori tra i quali spiccano
Allan Kardec (1804-1860) e Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930). Kardec viene considerato
uno dei padri dello spiritismo moderno, fu autore di molti libri che attribuiva alla
trascrizione delle sue comunicazioni con gli spiriti. E suo il Libro degli spiriti
(1857), ritenuto uno dei principali manifesti dello spiritismo, realizzato mettendo in
ordine una cinquantina di quaderni consegnati a Kardec dai suoi amici [5].
E particolarmente interessante soffermarsi poi su Doyle, il creatore del famoso
personaggio di Sherlock Holmes [6], per dare uno fra i tanti esempi possibili di come lo
spiritismo ebbe la sua diffusione e crescita. Sherlock, il famoso detective, può essere
definito come il maggior portavoce letterario del razionalismo, eppure il suo creatore
divenne addirittura un propagatore della causa dello spiritismo. In effetti, benché Conan
Doyle abbia dichiarato nella sua autobiografia di essere agnostico fino al 1881, data
della conversione allo spiritismo, i suoi lavori precedenti riflettono già un crescente
interesse e ladesione alla dottrina spiritica. Nel romanzo Uno studio in rosso (la
prima storia di Sherlock Holmes) emerge una polemica contro il Mormonismo, che assieme
allo spiritismo costituiva oggetto dei suoi approfonditi studi. Entrambi i movimenti
esercitavano su Conan Doyle una particolare attrazione, in quanto similari erano i
presupposti circa la credenza nella esistenza e nella vita dello spirito e nella realtà e
nel valore della comunicazione tra spiriti incarnati e spiriti disincarnati. Scartato
però il Mormonismo, giudicandolo immorale a causa del principio della poligamia da esso
allepoca sostenuto, fu invece attratto dallo spiritismo in maniera determinante.
Tanto che, spinto da uno speciale zelo missionario, spese gran parte dei suoi averi per
divulgare la causa spiritica e fare nuovi proseliti in Australia, in Nuova Zelanda, in
America e in Canada.
Oggi esistono negli Stati Uniti diverse "Chiese" di spiritisti, con più di 400
congregazioni che comprendono più di 180.000 membri. Tra le organizzazioni più numerose
vi sono: la "International General Assembly of Spiritualists", con sede a
Norfolk nella Virginia; la "National Spiritual Alliance" a Keene nel New
Hampshire; e la "National Spiritualist Association of Churches", a Cassadaga in
Florida. Su scala internazionale una delle organizzazioni più importanti è la Scuola
Scientifica Basilio, con sedi anche in Italia.
Accanto alle organizzazioni spiritiche è poi diffusa - anche in Italia -, soprattutto
negli ambienti giovanili, la pratica delle "sedute spiritiche" intese come
"gioco" o praticate con lintenzione di voler cogliere qualche rivelazione
particolare per il futuro anche da persone che non appartengono a società spiritiche.
Tali pratiche sono classificabili nellambito delle "nuove credenze, in quanto
non rientrano nel quadro dei movimenti, perché prive delle caratteristiche sociologiche
che qualificano questi ultimi. A proposito della pratica delle sedute spiritiche Mons.
Casale afferma:
"Anche in questo caso non si tratta di fenomeni su cui si può semplicemente
sorridere o che possono essere trattati come mere curiosità. Occorre convincersi che la
vita cristiana costituisce un tutto organico, e che un cedimento su questi punti porta con
sé, presto o tardi, un cedimento generale" [7].
Attualmente nello spiritismo è molto viva la pratica del channeling, uno spiritismo più
moderno di stampo tipicamente New Age. Fra i sostenitori e portavoce del channeling, e con
esso di tutta lideologia del New Age [8], emergono in particolare alcuni autori come
Ruth Montgomery, Jane Roberts, Eileen Caddy (fondatrice della comunità-giardino di
Findhorn, in Scozia, la cui fondazione - avvenuta nel 1962 - viene fatta coincidere con
linizio del New Age), J. Z. Knight (pseudonimo di Judit Darlene Hampton, che
trasmette gli insegnamenti dellentità chiamata "Ramtha"), Shirley
MacLaine (nota come attrice, inizialmente discepola di "Ramtha") e la psichiatra
della Columbia University di New York, Helen Schucman (1909-1991), autrice di A Course in
Miracles, un testo su cui si tengono annualmente centinaia di corsi, conferenze e
seminari.
3. I due diversi ambiti dello spiritismo
Come già si sarà potuto notare, è possibile individuare due diversi ambiti dello
spiritismo:
1. Il primo ambito è rappresentato dallo spiritismo classico che, attraverso la pratica
della seduta spiritica, vuole comunicare con le anime dei defunti. La figura fondamentale
è quella del "medium", che è appunto lintermediario fra gli spiriti e i
partecipanti. Fenomeni tipici dello spiritismo sono: registrazione di voci, intuizione di
eventi futuri, visioni, scrittura automatica (fenomeno per il quale un soggetto sente la
propria mano spinta a scrivere, come guidata da unaltra personalità), ectoplasmi,
cioè forme corporee fluidiche in cui si materializzerebbero gli spiriti. Allinterno
dello spiritismo classico sono individuabili due correnti che hanno riguardo alla
reincarnazione tesi contrastanti:
a. gli spiritisti latini credono, secondo la teoria codificata da Kardec e ora diffusa
soprattutto in America Latina, che le anime dei defunti passano da un corpo allaltro
dimenticando le vite precedenti, ricalcando così la legge karmica tipica di alcune
religioni orientali quali lInduismo ed il Buddhismo,
b. gli spiritisti inglesi e statunitensi, invece, nella loro maggioranza rifiutano
categoricamente ogni concetto di rinascita.
2. Esiste poi un secondo ambito detto "channeling" [9], in cui si tende a
ricevere informazioni da una entità superiore, questo richiede la presenza di un canale
("channel" ) capace di ricevere le informazioni da tale entità. Seppure non
esiste una chiara e netta distinzione fra il channeling e lo spiritismo classico, si può
affermare che questa seconda forma di spiritismo si differenzia dalla prima perché le
entità evocate non sono solo le anime dei defunti, ma anche extraterrestri, fate, gnomi,
demòni, maestri spirituali o addirittura Gesù Cristo e Dio Padre. E chiaro che
tale forma di spiritismo si ricollega ad unidea panteistica e non a caso il
channeling è molto praticato in ambienti New Age. Le entità del channeling non
trasmettono semplicemente notizie circa la loro condizione nellaldilà, come
generalmente avviene nellambito dello spiritismo classico, ma vengono rivelati veri
e propri sistemi filosofici, spesso presentati come "nuovi vangeli". Fra questi
The Aquarian Gospel of Jesus Christ (il Vangelo Acquariano di Gesù Cristo) e The Urantia
Book, risalenti rispettivamente ai primi ed alla metà del ventesimo secolo, hanno
esercitato una influenza decisiva sulla formazione dellideologia del New Age.
E stato in seguito lo stesso New Age a creare "nuovi vangeli" di
impostazione gnostica e panteistica, a cui i più antichi hanno fatto da modello.
4. I culti ufologici
Con lo spiritismo, ed in modo particolare col channeling dellambiente New Age, hanno
senza dubbio qualche parentela le cosiddette "religioni dei dischi volanti" o
"culti ufologici" [10]. La parola UFO è la contrazione dellespressione
inglese "Unidentified Flying Object", che tradotta in italiano significa:
"oggetto volante non identificato". I gruppi ufologici basano la loro credenza
sul fatto che gli extraterrestri esistano e siano esseri estremamente evoluti, anche se
questa verità sarebbe osteggiata oltre che dai governi mondiali anche dalla Chiesa
Cattolica. In realtà la Chiesa assume una posizione "neutra" nei confronti del
problema dellesistenza della vita su altri pianeti, tale questione è infatti di
ordine scientifico e fattuale e non direttamente teologico o dottrinale. La possibilità
che su altri mondi vi sia la vita è un fatto che riguarda piuttosto la ricerca della
scienza che non la Chiesa, il cui compito è quello di vivere e annunciare il Vangelo
rivelato da Gesù.
I fondatori dei gruppi ufologici spesso asseriscono di avere avuto un primo contatto
"fisico" con gli extraterrestri - non di rado un rapimento a bordo di
unastronave - , in seguito dichiarano di mantenere un contatto medianico con gli
abitanti di altri pianeti, "viaggiando" mentalmente nello spazio, così come i
medium classici, parlando con i defunti, "viaggerebbero" nel tempo. Non è
sempre possibile distinguere fra coloro che si dichiarano solamente "contattati
fisici" (e quindi non avrebbero propriamente a che fare con il channeling) e i
"contattati psichici"; prescindendo dalla questione - i cui contorni non sono
certamente ben delineati - che richiederebbe unanalisi specifica dei singoli gruppi
[11], è possibile affermare che il gruppo più diffuso nel mondo, noto per la sua forte
polemica con il Cattolicesimo e la propaganda della libertà sessuale, sembra essere il
Movimento Raeliano, fondato dal giornalista francese Claude Vorilhon, che si fa chiamare
Rael (sarebbero gli extraterrestri a chiamarlo così). Altri importanti esponenti del
mondo dei culti ufologici, che raccontano nelle loro opere i "contatti" avuti
con gli extraterrestri sono George Adamsky (1891-1965), Giorgio Dibitonto ed Eugenio
Siragusa, fondatore del "Centro Studi Fratellanza Cosmica", che oggi prosegue
con il gruppo "Nonsiamosoli". Questo, grazie soprattutto allopera di
Giorgio Bongiovanni, coinvolto anche in presunte apparizioni mariane, da Porto
SantElpidio (Ascoli Piceno) si è ormai esteso in diversi paesi del mondo [12].
Il "culto dei dischi volanti" pone notevoli problemi alla Chiesa, in quanto,
come afferma Mons. Giuseppe Casale:
"Il contenuto di questi messaggi li rivela, senza eccezioni, come incompatibili con
la fede. Si parla di reincarnazione, di canali di rivelazione extra-biblici ed
extra-ecclesiali e molto spesso si sfocia in dottrine sulluomo e sul mondo
lontanissime dal cristianesimo. Quindi la Chiesa condanna queste autentiche
aberrazioni" [13].
Così, come afferma Massimo Introvigne
"Si tratta di un fenomeno che non può più far semplicemente sorridere - anzi, chi
lo ha liquidato sorridendo ha certamente sbagliato - perché le statistiche mostrano che
percentuali impressionanti della popolazione in paesi come la Francia e lItalia
credono ai messaggi degli extra-terrestri ed esistono centinaia di religioni
ufologiche" [14].
5. Un tentativo di interpretazione dei fenomeni spiritici
Possono esistere, a grandi linee, almeno quattro possibilità di rendere conto dei vari
"fenomeni spiritici":
1. alcune volte essi sono frutto di imbroglio a fine di lucro;
2. altre volte le origini possono essere paranormali, e cioè sono fenomeni naturali che,
essendo poco conosciuti, sono oggetto di interpretazione soprannaturale.
3. Ma anche altre cause possono essere allorigine delle manifestazioni spiritiche;
si può ricordare il caso del piuttosto famoso "Movimento della Speranza":
genitori che rifiutano la morte tragica dei figli pretendono di comunicare con loro
attraverso una forma medianica. Non è difficile comprendere che lo stesso rifiuto della
morte del figlio crea nella persona del genitore una sub-personalità che svolge il ruolo
del defunto. Nonostante il sostegno di alcuni teologi cattolici, non può in ogni caso
essere giustificato questo ricorso alla evocazione di spiriti (di seguito verrà esposta
la posizione della Chiesa a questo proposito), inoltre i fenomeni che si producono trovano
a tutti gli effetti una spiegazione psicologica. A questi genitori vanno comunque i nostri
sentimenti di cristiana compassione e la nostra preghiera.
4. Infine, vi è unaltra spiegazione dei fenomeni dello spiritismo, essa è
sostenuta soprattutto da alcuni esorcisti[15], ma trova anche appoggi da parte di diversi
studiosi cattolici. Seppure bisogna dire che in questo ambito si ha a che fare
direttamente con il mistero della vita oltre la morte e quindi non è possibile procedere
con certezze assolute oltre a quelle che vengono tratte dalla Bibbia e dalla Dottrina
della Chiesa, secondo queste due fonti della Fede Cattolica [16], dopo la morte le anime
vanno in Paradiso, in Purgatorio o allInferno. Si può quindi affermare che le anime
dei defunti che si presenterebbero nel corso delle sedute spiritiche o prenderebbero
contatto attraverso le varie pratiche del channeling non sono altro che demòni [17].
Esistono casi - nelle vite dei Santi o dei Beati - in cui le anime si presentano
soprattutto per chiedere suffragi, tuttavia occorre notare che queste apparizioni dei
trapassati non sono precedute da unesplicita volontà da parte del Santo a cui
lanima si presenta di comunicare con la dimensione ultraterrena.
6. Alcune considerazioni
A. La valutazione della Chiesa Cattolica
La Chiesa ha sempre condannato qualsiasi tentativo, diverso dalla preghiera, di mettersi
in comunicazione con le anime dellaldilà. E particolarmente importante
mettere in evidenza i pronunciamenti ecclesiali a questo proposito, dato che spesso si
cerca di conciliare lo spiritismo con la Dottrina Cattolica, facendo perno
sullignoranza di molti cattolici su questi argomenti.
a. Uno dei primi importanti pronunciamenti risale a papa Sisto V, che nel 1585 con la
Costituzione Caeli et terra Creator condanna fermamente la necromanzia ed ogni contatto
con gli spiriti dei morti.
b. Il 4 agosto 1856, visto lesplodere del fenomeno dello spiritismo, il
SantUffizio dichiarò "illecita, ereticale e scandalosa, la pratica di evocare
le anime dei morti, riceverne responsi, ecc....".
c. Nel 1882 (1° febbraio), la Sacra Penitenzieria dichiarò illecito anche il solo
assistere alle sedute e ai giochi spiritici.
d. Nel 1886 il Concilio di Baltimora affermò la possibilità che lo spiritismo fosse
legato ad azione diabolica.
e. In una lettera del 10 marzo 1898 il SantUffizio rispose ad un quesito che gli
venne posto circa la consultazione delle anime dei defunti previa lautorizzazione
del capo delle milizie celesti (arcangelo Michele). E utile riportare integralmente
il testo perché molto importante:
"Tizio dopo aver escluso ogni conversazione con lo spirito maligno, ha
labitudine di evocare le anime dei defunti. Ecco come procede: mentre è solo senza
altro preliminare, indirizza una preghiera al capo della milizia celeste per ottenere da
lui il potere di comunicare con lo spirito di una persona determinata. Attende un
po, poi, mentre tiene la mano pronta a scrivere, sente che essa subisce un impulso
che gli dà la sicurezza della presenza dello spirito. Egli espone le cose che desidera
sapere e la sua mano scrive le risposte. Queste risposte sono tutte conformi alla fede
cattolica e alla dottrina della Chiesa riguardo la vita futura. Per lo più si
intrattengono sullo stato in cui si trova lanima di un certo defunto, la necessità
che ha di ricevere dei suffragi, eccetera. Questo modo di fare è lecito?".
Il quesito è particolarmente ricco, dato che presenta notevoli aspetti e procedure tipici
dello spiritismo. Fa riferimento, infatti, alla pratica della scrittura automatica e alla
conformità dei messaggi ricevuti dagli spiriti con la Dottrina Cattolica. Esso è anche
singolarmente attuale, dal momento che ancora oggi circolano idee e testi che cercano di
presentare la pratica spiritica come compatibile con il Cristianesimo, ignorando i vari
pronunciamenti della Chiesa a tal proposito o giudicandoli antiquati e presentando lo
spiritismo come una pratica che conferma la fede nelle realtà ultraterrene. Purtroppo, in
varie occasioni gli autori sono sacerdoti o questi prestano le loro firme,
lesposizione delle loro credenziali accademiche o degli incarichi di una certa
rilevanza ecclesiale alla presentazione degli stessi testi [18], in cui comunque manca di
fatto un elemento qualificante: lobbedienza alla Chiesa Cattolica che da secoli
condanna le pratiche spiritiche, anche se a parole si possono trovare generose professioni
di fede nella Chiesa. Il SantUffizio afferma categoricamente che "ciò che è
esposto [nel quesito] non è lecito" ed oggi - come vedremo - la Chiesa, nonostante
le pretese e le affermazioni in tal senso, non muta affatto la sua posizione.
f. Nel 1917 (24 aprile) il Papa Benedetto XV, rispondendo ad un altro quesito sulla
possibilità di assistere solamente in modo passivo alle pratiche spiritiche, ribadisce
che "non è lecito in ogni caso" partecipare alle suddette manifestazioni, anche
se queste si presentano come caratterizzate da un clima di pietà e da unesplicita
volontà di non avere a che fare con gli spiriti maligni.
g. Il Catechismo Maggiore prescritto da Pio X alle diocesi della provincia di Roma nel
1905, spiega:
"Tutte le pratiche dello spiritismo sono illecite perché superstiziose e spesso non
immuni da intervento diabolico, e perciò furono dalla Chiesa giustamente proibite".
h. Al n. 49 della Lumen Gentium leggiamo:
"Lunione quindi di coloro che sono in cammino coi fratelli morti nella pace di
Cristo non è minimamente spezzata, anzi, secondo la perenne fede della Chiesa, è
consolidata dalla comunicazione dei beni spirituali" [19].
Se il testo principale non affronta il problema, in nota il Concilio mette in guardia
dalla comunicazione che faccia ricorso a "qualunque forma di evocazione di
spiriti" e richiama le prese di posizione del Magistero, soffermandosi in particolare
sul pronunciamento del SantUffizio del 1856 e sulla risposta di Benedetto XV del
1917, ma richiamando anche lintervento di papa Alessandro IV del 27 settembre 1258.
i. Anche il Catechismo della Chiesa Cattolica si pronuncia in tal senso ai nn. 2116 e
2117:
"[2116] Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai
demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che
svelino lavvenire. La consultazione degli oroscopi, lastrologia,
la chiromanzia, linterpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza,
il ricorso ai medium occultano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine
sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in
contraddizione con lonore e il rispetto congiunto a timore amante, che dobbiamo a
Dio solo.
[2117] Tutte le pratiche di magia e di stregoneria con le quali si pretende di
sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere
soprannaturale sul prossimo - fosse anche per procurargli la salute - sono gravemente
contrarie alla virtù della religione. Tali pratiche sono ancor più da condannare quando
si accompagnano ad una intenzione di nuocere ad altri o quando in esse si ricorre
allintervento dei demoni. Anche portare gli amuleti è biasimevole. Lo spiritismo
spesso implica pratiche divinatorie o magiche. Pure da esso la Chiesa mette in guardia i
fedeli. Il ricorso a pratiche mediche dette tradizionali non legittima né
linvocazione di potenze cattive, né lo sfruttamento delle credulità altrui".
Lo spiritismo, a prescindere dalle intenzioni che vengono dichiarate, che possono essere
anche caratterizzate da un clima di pietà, si rivela del tutto incompatibile con la Fede
della Chiesa, in quanto la pretesa che lo caratterizza è quella di provocare attraverso
tecniche una manifestazione della dimensione ultraterrena. Ciò contraddice i principi su
cui si basa la vera Fede, che non si affida a tecniche, ma al riconoscimento della
onnipotenza di Dio che nella sua bontà ascolta le preghiere che luomo Gli rivolge.
La Chiesa, dunque, condanna lo spiritismo per il suo carattere superstizioso e deviante,
prima ancora di soffermarsi sulla possibilità di un influsso demoniaco, che comunque non
viene escluso.
B. Il giudizio della Parola di Dio
La lettura dello spiritismo appena considerata - portata avanti dalla Chiesa - si regge
sul giudizio globale che la Bibbia fornisce a proposito delloccultismo. Essa più
volte prende posizione contro la magia, levocazione di spiriti, le varie forme di
divinazione e di superstizione e cioè contro tutto ciò che rende a Satana un culto
diretto o indiretto.
Soffermiamoci su alcuni passi particolarmente significativi.
Dt 18,10-14: "[10] Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il
fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o
laugurio o la magia;[11] né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti o
gli indovini, né chi interroghi i morti, [12] perché chiunque fa queste cose è in
abominio al Signore; a causa di questi abomini, il Signore tuo Dio sta per scacciare
quelle nazioni davanti a te. [13] Tu sarai irreprensibile verso il Signore tuo Dio, [14]
perché le nazioni, di cui tu vai ad occupare il paese, ascoltano gli indovini e gli
incantatori, ma quanto a te, non così ti ha permesso il Signore tuo Dio".
Ger 29,8-9: "[8] Così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Non vi
traggano in errore i profeti che sono in mezzo a voi e i vostri indovini; non date retta
ai sogni, che essi sognano.[9] Poiché con inganno parlano come profeti a voi in mio nome;
io non li ho inviati. Oracolo del Signore".
Lv 19,26b: " Non praticherete alcuna sorta di divinazione o di magia".
Lv 19,31: "Non vi rivolgete ai negromanti né agli indovini; non li consultate per
non contaminarvi per mezzo loro. Io sono il Signore, vostro Dio".
C. I pericoli dello spiritismo
E stato riscontrato in base a studi di psicologia e di psichiatria che il ricorso
alle tecniche occulte può causare un graduale cedimento della salute mentale sino a
giungere a vere e proprie alienazioni e deviazioni della personalità. Se questa
considerazione è vera per loccultismo in genere, sembra particolarmente valida per
lo spiritismo. Basti un dato: nel 1855 (epoca della grande frenesia spiritica) un quarto
dei 200 malati di mente dellospedale di Zurigo erano spiritisti. Inoltre,
lesperienza di molti esorcisti, che trova conferme da parte di vari studiosi, porta
a ritenere loccultismo una buona "porta dentrata" per possibili
problemi di ossessione, vessazione o possessione diabolica. Afferma Mons. Casale:
"E possibile che la pratica incauta della magia o delloccultismo apra la
strada alla possessione diabolica...." [20].
E stata notata in particolare una correlazione molto forte tra le sedute spiritiche
e casi di infestazione o possessione diabolica.
D. Conclusione
Di fronte allo spiritismo, così come davanti tutte le altre proposte magiche e
appartenenti al vasto mondo dellocculto, luomo è chiamato a scegliere fra una
vita vissuta nel pieno riconoscimento della Signoria di Cristo ed una vita giocata su
valori completamente diversi: potere, benessere, desiderio di potenza sul prossimo e sulla
creazione, ricchezza, tentativo di sottomettere alla propria volontà persino il mondo
ultraterreno....
Anche attraverso le pratiche occulte ancora oggi, sempre viva ed insistente, risuona la
voce del tentatore, il quale si rivolse ai progenitori - come narra il capitolo 3 della
Genesi - con parole eloquenti: "... diventereste come Dio..." (Gn 3,5). Se le
pratiche magiche in genere, e la magia cerimoniale in particolare, manifestano il
tentativo delluomo di impadronirsi del potere stesso di Dio e di tutti i suoi
requisiti [21], lo spiritista, invece, pretende di compiere gli stessi gesti di Cristo, in
quanto vuole esercitare come Lui potere sugli spiriti, sulle malattie e rivelare gli
eventi futuri. Lo spiritista, dunque, in maniera implicita o - molto più raramente -
esplicita, afferma: "Io sono il Cristo, in quanto come lui esercito
potere sugli spiriti, sulle malattie e ho il potere della profezia sugli avvenimenti
futuri".
Il messaggio contenuto nel Vangelo spiega che è stato preparato nei Cieli un posto per
ognuno di noi; questa convinzione ci deve confortare e rassicurare al tempo stesso. La
speranza di ritrovare le persone care nella vita eterna, nel Regno dei Cieli, deve
aiutarci a sopportare con fiducia il tempo del distacco, tutti siamo destinati a compiere
questo passo, per cui vi è la certezza che ci ritroveremo tutti nuovamente.
Leggiamo nel Vangelo di Giovanni al capitolo 14 che cosa afferma Gesù: "Non sia
turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me, Nella casa del
Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve lavrei detto. Io vado a prepararvi un
posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con
me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la
via" (Gv 14, 1-4). Certamente la via a cui si riferisce Gesù non è la pratica dello
spiritismo, bensì è quella che ci ha insegnato Lui, cioè quella dellamore.
Lunico modo in cui un cattolico deve rivolgersi ai defunti è quello della
preghiera, chiedendo al Signore onnipotente nella sua bontà e misericordia che essi
possano godere della Sua luce meravigliosa. Al contempo, le anime sante e cioè quelle che
godono della vicinanza di Dio, in virtù della Comunione dei Santi, intercedono presso il
Signore perché "la Chiesa dei viatori" ottenga aiuto e grazia.